Danni alla scaffalatura: come ci si deve comportare?

Marco CazzinApprofondimenti, Normative e Scaffalature

Una flessione, una scheggiatura, una caduta… Quando il danno è ormai compiuto, non si può far altro che porvi rimedio. Ma come?

La volta scorsa abbiamo analizzato quali siano i livelli di rischio del danno: dal più lieve (il rischio verde), fino alle situazioni più critiche per le quali è necessario un intervento immediato (il rischio rosso).

Ma come comportarsi?

Innanzitutto, l’ispettore delle scaffalature o la persona responsabile per la sicurezza dell’attrezzatura di immagazzinaggio, certifica secondo i parametri di cui abbiamo parlato la volta scorsa il livello di rischio di danno.

Di fronte a un rischio verde

Il rischio verde comprende flessioni leggere che non mettono a rischio la tenuta degli scaffali e non comportano danni a cose o a persone. In questo caso, si deve soltanto registrare il livello del danno fino alla successiva ispezione, che va compiuta obbligatoriamente entro dodici mesi. Se la flessione non si aggrava, basta continuare il monitoraggio a intervalli normali di ispezione. Se invece la gravità del danno aumenta, il rischio viene riclassificato come giallo.

Di fronte a un rischio giallo

Il rischio giallo presuppone un danneggiamento per il quale è opportuno intervenire al più presto. Dopo aver identificato il danno, bisogna ordinare i materiali per la sostituzione delle componenti danneggiate e non caricare gli scaffali con ulteriori merci fino a che non sia avvenuta la riparazione. Soltanto dopo la riparazione la scaffalatura può considerarsi non più a rischio. Se invece, a quattro settimane dalla segnalazione, non sono ancora avvenute le riparazioni, o peggio ancora il danno diventa ancora più grave, il livello di rischio passa al colore rosso.

Di fronte a un rischio rosso

Il rischio rosso rappresenta un pericolo immediato e serio per l’incolumità del personale e l’integrità delle merci. Occorre sgomberare con la massima urgenza le campate danneggiate dal carico. Prima di riutilizzare le scaffalature è necessario che tutte le parti danneggiate vengano sostituite in modo corretto.

Per evitare danni ulteriori alle scaffalature è bene ricordare il rispetto assoluto delle indicazioni dei cartelli di portata, evitando così di caricare sugli scaffali pesi superiori ai limiti riportati.

About the Author

Marco Cazzin

Nato a Padova il 14 novembre 1967, ha fondato Emaf – Scaffalature Industriali nel 2010. Laureato in filosofia con indirizzo in logica, e successivamente laureato anche in psicologia con indirizzo in psicologia della comunicazione, lavora nel mondo dei carrelli elevatori e delle scaffalature dal 1998. È in possesso del patentino conseguito come consulente qualificato per le strutture di stoccaggio secondo la normativa UNI-EN 15635 da Aisem, Associazione Italiana Sistemi Sollevamento, Anima, Confindustria Meccanica Varia ed Affine e Cisi, Costruttori Italiani Scaffalature Industriali. Nella sua lunga esperienza come agente di commercio prima e come imprenditore alla guida di Emaf poi, Marco Cazzin è conosciuto nel campo della realizzazione e installazione di soppalchi industriali, scaffalature industriali metalliche porta-pallet, scaffalature industriali metalliche cantilever, impianti a passerella, Drive In e ultimamente anche nella vendita delle scaffalature Industriali metalliche usate. Emaf – Scaffalature Industriali vanta una clientela vasta e diversificata, con rappresentanti di ogni settore del mondo produttivo, dal commercio alla moda, dall’elettronica alla termoidraulica, dai piccoli artigiani fino alle grandi multinazionali. Emaf – Scaffalature Industriali, oltre alla vendita e alla progettazione di ogni tipo di scaffalatura industriale metallica, offre un servizio di consulenza e di manutenzione delle stesse.